3 modi in cui la ristorazione italiana comunica durante il COVID

In questi giorni di chiusura delle attività di ristorazione in Italia a causa del COVID, la comunicazione è fondamentale per mantenere una relazione con il cliente. In generale tutte le attività, dai ristoranti stellati alle pizzerie di quartiere, dovrebbero utilizzare questo tempo per dialogare con le persone attraverso i social network, oppure scegliere mezzi più tradizionali, ma comunque dimostrarsi vicine alla gente, utili, empatiche e amichevoli.

Gli chef da social network

Ci sono chef come Davide Oldani che avendo il ristorante chiuso e tempo libero si prestano a fare da testimonial alcuni brand del Food, nel suo caso Barilla che gli ha chiesto di condurre un format live durante il Carbonara Day. Ma chi ha riscosso maggiore successo comunicando sui social network è di sicuro Massimo Bottura che si è inventato addirittura un format Instagram dal nome Kitchen Quarantine e trasmette live tutte le sere direttamente dalla sua cucina di casa dove prepara ricette e le racconta in italiano e in inglese aiutato da tutta la sua allegra famiglia. Ma in generale tutti gli chef noti e anche i ristoranti più piccoli nelle diverse città stanno cercando di regalare dei contenuti ai propri clienti insegnando loro come si fa la pizza, la lasagna e anche piatti più complessi, strategia che d’altronde stanno seguendo anche i brand del Food perché questo non è il momento per vendere, ma può essere molto utile fidelizzare le persone e attirare simpatie.

Gli chef che comunicano con le azioni

C’è chi come Carlo Cracco invece di stare sui social network ha scelto una comunicazione più indiretta, ovvero fatta attraverso le azioni di volontariato, nel suo caso andare a cucinare insieme ai ragazzi della sua brigata per gli operai impegnati nella costruzione dell’ospedale da campo alla Fiera di Milano. Anche i fratelli Enrico e Roberto Cerea del tre stelle Michelin Da Vittorio si sono occupati della ristorazione dell’ospedale da campo allestito dall’Associazione Nazionale degli Alpini a Bergamo, la loro città. Mentre, Pino Cuttaia ha pensato di donare pane e altri prodotti preparati nella sua cucina alle persone che si trovano in difficoltà. Ma sono tante anche le iniziative di raccolta fondi prese dai nostri chef che dimostrano di avere un grande cuore, unito a delle ottime nozioni di personal branding.

Chi usa i vecchi mezzi di comunicazione

Chi lo ha detto che occorre per forza essere digitali per comunicare con i propri clienti durante la quarantena del COVID. Mi ha fatto sorridere il messaggio che ho trovato sul sito di Bottega Miscusi, il format di ristorazione che oggi si è riconvertito a vendere pasta e sughi online, che diceva: “…chiamateci al telefono e vi consigliamo una ricetta…” Sì perché sentire una voce e sapere che dall’altra parte di un sito che vende cibo online c’è una persona umana aiuta di sicuro a fidarsi nel fare la spesa, come se ci si trovasse di fronte al bottegaio di quartiere.  Ma anche perché, secondo dati ufficiali di Assodelivery, prima del COVID solo l’11% del food delivery veniva venduto attraverso ordini online, nella restante parte gli ordini  arrivavano proprio tramite il telefono.

Insomma, in questo momento di chiusura delle serrande dei ristoranti la cosa importante è creare o mantenere un rapporto di amicizia e fiducia con i clienti. Perché, appena potranno uscire di casa gli italiani, dove pensate che andranno a mangiare se non da degli amici!

Valentina Lanza

Valentina Lanza

Io credo nel cibo come espressione della cultura italiana. Per questo mi appassionano lo studio del Marketing e la Comunicazione del settore Alimentare: comprendere i comportamenti di acquisto delle persone, le storie dei brand italiani del Food, i trend tecnologici e quelli di consumo di cibi e bevande. Seguimi se anche tu condividi con me questa passione!